Tornano in scena le leggende del Nagoya-Kei con il singolo Aku no Hana (Il fiore del male)
I Sadie tornano alla ribalta con il loro ultimo singolo. Il titolo è 悪の花 (Aku no Hana), che in italiano significa letteralmente “Fiore del Male”. Titolo che richiama alla memoria Baudelaire e le poesie maledette e il cui testo, in effetti, tale può definirsi.
La canzone, interpretata dall’inconfondibile voce di Mao, affronta tematiche cupe e introspettive, tipiche del genere Visual-Kei e del Rock Alternativo giapponese. Un profondo conflitto interiore, espresso da liriche che richiamano una profonda sofferenza e una grande solitudine. Un senso di disgregazione interiore, accompagnato dall’angoscia di sentirsi sopraffatti e spezzati dalle proprie emozioni.
Il brano procede descrivendo un desiderio di salvezza. Una fuga dal dolore urlata da un’acuta ricerca della verità, o financo di un legame in mezzo all’oscurità. Ma ad ostacolare questo percorso ci sono muri che sembrano insormontabili, come l’incertezza, il dolore o la passione viscerale.
La soluzione quindi è rifugiarsi nell’oscurità, usandola come comfort-zone. Se non posso emergere, allora affondo, ma faccio mia l’oscurità. Però questa soluzione è effimera, in quanto il brano contrappone momenti di freddo distacco a esplosioni di rabbia e implorazione, evocando un’atmosfera teatrale e malinconica.
Il testo viene magistralmente accompagnato da una musica che contiene nel contempo riff pesanti, melodie malinconiche e una voce ora melodica, ora in screaming, che sottolinea perfettamente lo stato d’animo espresso dalla canzone.
Riporto qui sotto un estratto dal testo della canzone con la relativa romanizzazione e la traduzione. E per chi volesse godersi il singolo, il video ufficiale direttamente dal Canale YouTube dei Sadie
それでも今までのすべてを
僕にはナルシシズム
眠るサディズムに
涙につま瞼は
Romaji:
Sore demo ima made no subete wo
Boku ni wa narushishizumu
Nemuru sadizumu ni
Namida ni tsuma mabuta wa
“Eppure, tutto ciò che c’è stato finora
Per me è narcisismo
Nel sadismo che dorme in me
Le palpebre sono appesantite dalle lacrime”

