Generi nati dal Visual-Kei: il Nagoya-Kei

Siamo all’inizio degli anni ’90. All’interno di un locale nella città di Nagoya, il Nagoya Music Farm, si esibiscono i Silver~Rose; una band nata nel 1989, appartenente al filone Visual-Kei. Lo stile di questa nuova band però è molto peculiare. Infatti, le loro canzoni e il loro look vertono su uno stile molto più cupo rispetto alla maggior parte delle band Visual che giravano in quel periodo. Loro non lo sapevano, ma stavano dando vita ad un nuovo filone: una vera e propria corrente musicale che, negli anni, prese il nome di Nagoya-Kei (名古屋系).

I Silver Rose: coloro da cui tutto è iniziato

I Silver~Rose furono fonte di ispirazione per altre band della scena locale di Nagoya, che andavano a esibirsi tutte al Nagoya Music Farm. Tra le più importanti, figurano i Kuroyume, guidati dal carismatico Kiyoharu e i Merry Go Round. Queste band portarono la scena locale al successo nazionale. I Kuroyume in particolare, definirono i canoni che poi divennero lo standard delle band che si identificavano in quel nuovo sotto-genere del Visual-Kei.

Nagoya-Kei: da denominazione geografica a stile musicale

Sebbene inizialmente si identificava come Nagoya-Kei qualsiasi band nata nell’area metropolitana di Nagoya, col tempo la definizione cominciò a delineare confini sempre più marcati, evidenziando alcune caratteristiche tipiche della musica e dei testi delle canzoni interpretate dalle varie band. Successivamente ai pionieri, iniziarono a identificarsi come Nagoya-Kei anche band provenienti da altre parti del Giappone, che interpretavano la filosofia e lo stile musicale della nuova corrente.

i Kuroyume negli anni 90

Nagoya-Kei passò quindi dall’essere una semplice “denominazione geografica” a diventare un vero e proprio stile musicale. Rispetto alle altre Visual-Kei band, i gruppi appartenenti al filone di Nagoya si caratterizzavano per i loro testi molto introspettivi e cupi, carichi di alienazione urbana, decadenza morale, nichilismo, dolore psicologico e romanticismo oscuro. E la musica accompagnava alla perfezione i testi: sonorità pesanti, ispirate a industrial e punk-rock, con linee di basso cupe e dominanti, taglienti chitarre d’atmosfera e ritmiche pesanti e a tratti claustrofobiche.

L’Estetica

Lo stile visivo del Nagoya-Kei differisce da quello del Visual-kei tradizionale e dagli altri generi “gemelli”, come l’Oshare-Kei o il Kote-Kei (carichi di trucchi da teatro kabuki e colori sgargianti). Nel Nagoya-Kei l’estetica si presenta più essenziale e decadente. Trucco più sobrio e minimale, con una vena gotica q.b. che fa distinguere le band Nagoya-Kei dall’ostentazione tipica del Visual-Kei classico.

Evoluzione storica del Nagoya-Kei

La cronistoria del Nagoya-Kei si può dividere in tre ondate:

Prima Ondata (Primi anni ’90): Tutto iniziò con i Silver~Rose e i Kuroyume. I Kuroyume definirono l’immaginario cupo, violento e decadente che avrebbe caratterizzato l’intera scena locale. Accanto a loro nacquero i Merry Go Round, noti per un approccio più sperimentale, underground ed eroguro.

Seconda Ondata (Metà/Fine anni ’90): La maturazione del genere vide protagonisti gruppi come Laputa, ROUAGE e FANATIC◇CRISIS. Questa fase portò molte band a firmare con major discografiche; mentre alcune (come i Fanatic Crisis) si spostarono verso sonorità più pop/soft visual, altre perfezionarono il connubio tra riff pesanti, atmosfere digitali e malinconia goth.

Terza Ondata e legacy (Anni 2000): Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 si sono affermate realtà fondamentali come deadman, kein, Gullet, Blast e i pionieri del piu pesante deathgaze.

Anche in tempi più recenti, band come i lynch., o gli Arlequin portano avanti l’eredità attitudinale di Nagoya, unendo le radici storiche della scena a sonorità moderne vicine al nu-metal e all’alternative metal.

La diaspora con Tokyo

Storicamente, quasi tutte le band fondate a Nagoya (dai Kuroyume ai Fanatic Crisis, fino ai deadman o ai lynch.) si sono trasferite a Tokyo una volta firmato un contratto discografico con etichette major o per sostenere tour nazionali. La produzione e la promozione attiva dell’eredità “Nagoya” avviene infatti per la maggior parte nella capitale o su scala nazionale.

In sintesi, il marchio “Nagoya Kei” oggi funziona esattamente come termini quali Seattle Sound (Grunge) o Bay Area Thrash: identifica un’eredità sonora, ritmica ed estetica ben precisa, anche quando interpretata da musicisti nati o attivi fuori dalla città d’origine.

By Roberto "Ryoga" Romagnoli

Co-fondatore di Nippon Project. Appassionato di JRock e Visual-Kei. Ma anche di Anime e Manga. Nerd dal 1981.

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