Titolo / Artista
Date
Genere
I Glay di nuovo in California
Date: 2010.01.04
Concert
Artista: GLAY
I Glay sono tornati in California per un breve ma intenso tour di tre date.
Hanno colpito San Francisco una volta e due volte Hollywood. Nippon Project ha avuto il piacere di essere invitato a coprire il loro show finale.
Trovandoci leggermente in difficoltà, uno dei magnifici addetti della House of Blues ci ha gentilmente aiutato e sono riuscita ad entrare giusto in tempo per vedere i Glay iniziare la loro prima canzone.
I concerti dei Glay sono solo per i loro fans. La partecipazione nei confronti del pubblico è stata abbondante e alla fine emozionante.
La House of Blues ha un secondo ripiano dove il pubblico può stare in piedi vicino al parapetto mostrando striscioni per esprimere affetto e celebrare 15 fantastici anni. I Glay sono uno di quei gruppi che ha toccato molte persone; ho visto minorenni, giovani, adulti e anche persone più anziane tutti pronti a scatenarsi. Ho notato una donna dai capelli grigi. Ho deciso di rischiare di essere offensiva e le chiesto se potevo sapere la sua età. Ha risposto di avere più di sessant’anni… e di essere una devota fan dei Glay. Ci deve essere qualcosa di magico nella loro musica per raggiungere generazioni tanto diverse come avviene.
Prima di iniziare il concerto Teru ha urlato il classico “Are you ready?!” (“Siete pronti?!”) che molti musicisti urlano per fomentare il pubblico. Ma ha anche continuato urlando “OKAY! Hey!” prima di iniziare “GREAT VACATION”.
Durante il concerto, ma soprattutto durante “GREAT VACATION”, Teru ha posato per le foto, cambiando continuamente posa anche mentre cantava per il pubblico insaziabile. Finita la canzone Teru ha dovuto condividere il suo lato affettuoso esclamando “We love you!” (“Vi amiamo”). Il suo urlo “Okay let’s sing together!” (“Ok, cantiamo insieme”) ha segnato l’inizio di “Yuuwaku”. Teru avrebbe poi abbracciato e stretto Takuro e Hisashi in varie occasioni non solo durante “Yuuwaku”, ma durante tutta la serata, sempre mantenendo la posizione per le foto. Teru incoraggiava il pubblico a cantare con lui porgendogli il microfono.
Il primo intervento al microfono di Teru è stato tutto di frasi come “We feel good” e “I want to communication!”. Subito prima di iniziare “Ikiteku Tsuyosa” Teru ha urlato, “I want your big voice!” Il pubblico gli ha fatto sentire la propria voce cantando per lui l’inizio di “Glorious”. Sembrava contento e al tempo stesso compiaciuto, nel guardare e ascoltare il locale pieno di persone che cantavano al suo posto.
Sia “Cynical” che “STARLESS NIGHT” sono state suonate senza problemi, e apparentemente senza sforzo. Durante la breve pausa per cambiare gli strumenti, Teru ha incitato tutti ad applaudire, ci sono stati applausi, cori sparsi e una forza vocale e polmonare che ha sorpreso anche il personale della House of Blues.
Teru ha chiesto da quanto tempo ascoltavano i Glay. Urla che dicevano “sette anni”, “otto anni”, e “nove anni” si sono levate. Teru ha risposto semplicemente: “Fantastico” Ha chiesto se qualcuno era giapponese, c’è stato un sonoro “HAI!” da parte di molti dei presenti. Altri venivano da Hong Kong, Taiwan, Alaska e Indiana. Teru ha concluso questo splendido intervento dicendo “My English is… broken English!”
“HOWEVER” è iniziata con un assolo alle tastiere di Seiichiro; poco dopo Teru si è aggiunto a lui. È stato un momento bello che ha catturato la mia attenzione, ma il pubblico non è riuscito a dimostrare il proprio apprezzamento nel silenzio. Urla e applausi di tanto in tanto coprivano la voce di Teru.
Devo ammettere di non essere una fan dei Glay, ma “BE WITH YOU” è una canzone che già conoscevo. Sono stata piacevolmente sorpresa non solo di ascoltarla dal vivo, ma di vederla. Teru ha terminato la canzone mandando baci.
Ha quindi introdotto i Glay: Toshi alla batteria, Seiichiro alle tastiere, Jiro al basso, Hisashi alla chitarra, Takuro alla chitarra e Teru alla voce. Ha quasi dimenticato di presentarsi. Ha detto che la canzone successiva sarebbe stata heavy e porgendogli il microfono ha chiesto a un fan di tradurne il titolo. Il locale non era stato mai così silenzioso. Teru ha ripreso il microfono con una risata e il gruppo ha iniziato a suonare “VERB”.
Jiro si spostava da una parte all’altra suonando “VERB.”
Durante questa canzone uno dei membri dello staff ha notato che prendevo note. Mi si è avvicinato e ha cercato di leggere cosa avevo scritto. Una volta allontanatosi un altro membro dello staff si è avvicinato, in modo meno discreto. L’ho guardato, ho sorriso e gli ho mostrato i miei appunti. Non riuscivo a leggere nemmeno io la mia scrittura quella sera; non capisco perché loro ci provassero.
La mia disponibilità ha evidentemente soddisfatto i membri dello staff perché hanno smesso di invadere il mio spazio personale, anche se hanno continuato ad avvicinarsi spesso. Mi chiedo se abbiano fatto lo stesso con l’altro giornalista che ho visto intento a prendere appunti.
Quando è iniziata “Synchronicity” sono stata colta di sorpresa. Questa canzone era decisamente più potente delle altre. I movimenti del gruppo erano compatti grazie ai molti anni di attività insieme e la maggior parte del pubblico si stava lasciando andare.
Teru ha deciso che era il momento giusto per un po’ di fanservice e ha iniziato a carezzarsi l’inguine davanti a tutti. Forse è stata questa provocazione che mi ha fatto vedere un vibratore con la testa che si muoveva al posto di Jiro che suonava il basso. Il suo corpo sembrava tremare mentre il movimento più evidente era quello ampio della testa impegnata nell’headbanging.
Jiro ha iniziato “SHUTTER SPEED” con un assolo riverberato. Ha anche cantato l’inizio della canzone. Sebbene non sia abile e pulito come Teru, la sua voce è unica e piacevole.
Durante “ACID HEAD” Teru si è strappato la maglietta di dosso e l’ha gettata via, con grande gioia di molta parte del pubblico. Questa era la loro canzone finale, ma nessuno voleva ancora andarsene, non senza un bis.
Urla di “encore”, “saiko”, e “mou ichido” pronunciate in giapponese si sono levate fino a che le luci del locale si sono accese nuovamente.
I Glay sono tornati nuovamente sul palco, uno alla volta, ognuno con indosso una maglietta del tour. Teru aveva portato con sé sul palco un fotografo per scattare foto al gruppo con il pubblico.
“Kanojyo no “Modern…” e “Peak Hateshinaku Soul Kagirinaku” sono passate così velocemente che sembravano finite ancora prima di iniziare. Teru non aveva nessuna intenzione di concludere rapidamente “I’m in Love”. Non appena le chitarre acustiche hanno smesso di suonare, Teru ha avuto un breve intervento a microfono per tutti. Ha parlato con il cuore in mano e ha detto,“Aishiteru! Ve lo prometto, tornerò! NOI torneremo! Vi amiamo!”
“I’m in Love” è una di quelle canzoni che in molti ascoltano su CD una volta e si chiedono perché mai l‘hanno ascoltata, ma era la canzone perfetta per concludere la serata. È carica di emozioni e offre l’opportunità di essere in comunione con i fans. I Glay, tutti i loro fans e io abbiamo cantato il ritornello assieme, a ripetizione “I'm just in love oh Singin' my life. I'm just in love oh Singin' my life. I'm just in love oh Singin' my life.” Di sicuro la maggior parte delle persone presenti quella sera erano semplicemente innamorate.
Scaletta:
01. GREAT VACATION
02. Yuwaku
-MC-
03. Ikiteku Tsuyosa
04. glorious
05. Cynical
06. STARLESS NIGHT
-MC-
07. RUN
08. HOWEVER
09. BE WITH YOU
-MC-
10. VERB
11. Synchronicity
12. I am xxx
13. HIGHCOMMUNICATIONS
-MC-
14. More than Love
15. SHUTTER SPEEDS
16. ACID HEAD
ENCORE
01. Kanojo No “Modern...”
02. Peak Hateshinaku Soul Kagirinaku
-MC-
03. I'm in Love
tradotto dalla recensione di Missa
Hanno colpito San Francisco una volta e due volte Hollywood. Nippon Project ha avuto il piacere di essere invitato a coprire il loro show finale.
Trovandoci leggermente in difficoltà, uno dei magnifici addetti della House of Blues ci ha gentilmente aiutato e sono riuscita ad entrare giusto in tempo per vedere i Glay iniziare la loro prima canzone.
I concerti dei Glay sono solo per i loro fans. La partecipazione nei confronti del pubblico è stata abbondante e alla fine emozionante.
La House of Blues ha un secondo ripiano dove il pubblico può stare in piedi vicino al parapetto mostrando striscioni per esprimere affetto e celebrare 15 fantastici anni. I Glay sono uno di quei gruppi che ha toccato molte persone; ho visto minorenni, giovani, adulti e anche persone più anziane tutti pronti a scatenarsi. Ho notato una donna dai capelli grigi. Ho deciso di rischiare di essere offensiva e le chiesto se potevo sapere la sua età. Ha risposto di avere più di sessant’anni… e di essere una devota fan dei Glay. Ci deve essere qualcosa di magico nella loro musica per raggiungere generazioni tanto diverse come avviene.
Prima di iniziare il concerto Teru ha urlato il classico “Are you ready?!” (“Siete pronti?!”) che molti musicisti urlano per fomentare il pubblico. Ma ha anche continuato urlando “OKAY! Hey!” prima di iniziare “GREAT VACATION”.
Durante il concerto, ma soprattutto durante “GREAT VACATION”, Teru ha posato per le foto, cambiando continuamente posa anche mentre cantava per il pubblico insaziabile. Finita la canzone Teru ha dovuto condividere il suo lato affettuoso esclamando “We love you!” (“Vi amiamo”). Il suo urlo “Okay let’s sing together!” (“Ok, cantiamo insieme”) ha segnato l’inizio di “Yuuwaku”. Teru avrebbe poi abbracciato e stretto Takuro e Hisashi in varie occasioni non solo durante “Yuuwaku”, ma durante tutta la serata, sempre mantenendo la posizione per le foto. Teru incoraggiava il pubblico a cantare con lui porgendogli il microfono.
Il primo intervento al microfono di Teru è stato tutto di frasi come “We feel good” e “I want to communication!”. Subito prima di iniziare “Ikiteku Tsuyosa” Teru ha urlato, “I want your big voice!” Il pubblico gli ha fatto sentire la propria voce cantando per lui l’inizio di “Glorious”. Sembrava contento e al tempo stesso compiaciuto, nel guardare e ascoltare il locale pieno di persone che cantavano al suo posto.
Sia “Cynical” che “STARLESS NIGHT” sono state suonate senza problemi, e apparentemente senza sforzo. Durante la breve pausa per cambiare gli strumenti, Teru ha incitato tutti ad applaudire, ci sono stati applausi, cori sparsi e una forza vocale e polmonare che ha sorpreso anche il personale della House of Blues.
Teru ha chiesto da quanto tempo ascoltavano i Glay. Urla che dicevano “sette anni”, “otto anni”, e “nove anni” si sono levate. Teru ha risposto semplicemente: “Fantastico” Ha chiesto se qualcuno era giapponese, c’è stato un sonoro “HAI!” da parte di molti dei presenti. Altri venivano da Hong Kong, Taiwan, Alaska e Indiana. Teru ha concluso questo splendido intervento dicendo “My English is… broken English!”
“HOWEVER” è iniziata con un assolo alle tastiere di Seiichiro; poco dopo Teru si è aggiunto a lui. È stato un momento bello che ha catturato la mia attenzione, ma il pubblico non è riuscito a dimostrare il proprio apprezzamento nel silenzio. Urla e applausi di tanto in tanto coprivano la voce di Teru.
Devo ammettere di non essere una fan dei Glay, ma “BE WITH YOU” è una canzone che già conoscevo. Sono stata piacevolmente sorpresa non solo di ascoltarla dal vivo, ma di vederla. Teru ha terminato la canzone mandando baci.
Ha quindi introdotto i Glay: Toshi alla batteria, Seiichiro alle tastiere, Jiro al basso, Hisashi alla chitarra, Takuro alla chitarra e Teru alla voce. Ha quasi dimenticato di presentarsi. Ha detto che la canzone successiva sarebbe stata heavy e porgendogli il microfono ha chiesto a un fan di tradurne il titolo. Il locale non era stato mai così silenzioso. Teru ha ripreso il microfono con una risata e il gruppo ha iniziato a suonare “VERB”.
Jiro si spostava da una parte all’altra suonando “VERB.”
Durante questa canzone uno dei membri dello staff ha notato che prendevo note. Mi si è avvicinato e ha cercato di leggere cosa avevo scritto. Una volta allontanatosi un altro membro dello staff si è avvicinato, in modo meno discreto. L’ho guardato, ho sorriso e gli ho mostrato i miei appunti. Non riuscivo a leggere nemmeno io la mia scrittura quella sera; non capisco perché loro ci provassero.
La mia disponibilità ha evidentemente soddisfatto i membri dello staff perché hanno smesso di invadere il mio spazio personale, anche se hanno continuato ad avvicinarsi spesso. Mi chiedo se abbiano fatto lo stesso con l’altro giornalista che ho visto intento a prendere appunti.
Quando è iniziata “Synchronicity” sono stata colta di sorpresa. Questa canzone era decisamente più potente delle altre. I movimenti del gruppo erano compatti grazie ai molti anni di attività insieme e la maggior parte del pubblico si stava lasciando andare.
Teru ha deciso che era il momento giusto per un po’ di fanservice e ha iniziato a carezzarsi l’inguine davanti a tutti. Forse è stata questa provocazione che mi ha fatto vedere un vibratore con la testa che si muoveva al posto di Jiro che suonava il basso. Il suo corpo sembrava tremare mentre il movimento più evidente era quello ampio della testa impegnata nell’headbanging.
Jiro ha iniziato “SHUTTER SPEED” con un assolo riverberato. Ha anche cantato l’inizio della canzone. Sebbene non sia abile e pulito come Teru, la sua voce è unica e piacevole.
Durante “ACID HEAD” Teru si è strappato la maglietta di dosso e l’ha gettata via, con grande gioia di molta parte del pubblico. Questa era la loro canzone finale, ma nessuno voleva ancora andarsene, non senza un bis.
Urla di “encore”, “saiko”, e “mou ichido” pronunciate in giapponese si sono levate fino a che le luci del locale si sono accese nuovamente.
I Glay sono tornati nuovamente sul palco, uno alla volta, ognuno con indosso una maglietta del tour. Teru aveva portato con sé sul palco un fotografo per scattare foto al gruppo con il pubblico.
“Kanojyo no “Modern…” e “Peak Hateshinaku Soul Kagirinaku” sono passate così velocemente che sembravano finite ancora prima di iniziare. Teru non aveva nessuna intenzione di concludere rapidamente “I’m in Love”. Non appena le chitarre acustiche hanno smesso di suonare, Teru ha avuto un breve intervento a microfono per tutti. Ha parlato con il cuore in mano e ha detto,“Aishiteru! Ve lo prometto, tornerò! NOI torneremo! Vi amiamo!”
“I’m in Love” è una di quelle canzoni che in molti ascoltano su CD una volta e si chiedono perché mai l‘hanno ascoltata, ma era la canzone perfetta per concludere la serata. È carica di emozioni e offre l’opportunità di essere in comunione con i fans. I Glay, tutti i loro fans e io abbiamo cantato il ritornello assieme, a ripetizione “I'm just in love oh Singin' my life. I'm just in love oh Singin' my life. I'm just in love oh Singin' my life.” Di sicuro la maggior parte delle persone presenti quella sera erano semplicemente innamorate.
Scaletta:
01. GREAT VACATION
02. Yuwaku
-MC-
03. Ikiteku Tsuyosa
04. glorious
05. Cynical
06. STARLESS NIGHT
-MC-
07. RUN
08. HOWEVER
09. BE WITH YOU
-MC-
10. VERB
11. Synchronicity
12. I am xxx
13. HIGHCOMMUNICATIONS
-MC-
14. More than Love
15. SHUTTER SPEEDS
16. ACID HEAD
ENCORE
01. Kanojo No “Modern...”
02. Peak Hateshinaku Soul Kagirinaku
-MC-
03. I'm in Love
tradotto dalla recensione di Missa





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